TFR e previdenza complementare
L’importanza di massimizzare il TFR
Cos’è il TFR?
Il TFR, o Trattamento di Fine Rapporto, rappresenta una parte significativa del patrimonio di ogni lavoratore.
Spesso, però, la destinazione di questa somma può passare in secondo piano nelle considerazioni finanziarie personali.
Un modo intelligente per ottimizzare il proprio futuro finanziario è considerare la destinazione del TFR alla previdenza complementare.
Il TFR è la liquidazione che spetta al lavoratore dipendente nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro.
Per legge la quota TFR ammonta al 6,91% della retribuzione annua lorda: il lavoratore, entro 6 mesi dall’assunzione, decide dove destinare il proprio TFR mediante la compilazione del modulo TFR1 o TFR2.
Dove può essere accantonato il TFR?
Richiesto in busta paga (da Marzo 2015)
Il lavoratore può chiedere il versamento della quota TFR integrandola nella propria retribuzione mensile
Lasciato Azienda o all’inps per le aziende con più di 50 dipendenti
Il TFR è erogato dall’azienda solo ed esclusivamente sotto forma di capitale alla cessazione del rapporto di lavoro
Accantonato in una forma di previdenza complementare
Alla maturazione del diritto alla pensione, con almeno 5 anni di partecipazione al fondo pensione
Previdenza complementare: erogazione del TFR nel PIP
La previdenza complementare, o previdenza integrativa, è un sistema che permette ai lavoratori di accumulare risorse supplementari rispetto a quelle garantite dai sistemi pensionistici pubblici.
In Italia, le forme principali di previdenza complementare sono rappresentate dai fondi pensione e dagli enti gestori dei piani individuali pensionistici (PIP).
L’erogazione avviene alla maturazione del diritto alla pensione, con almeno 5 anni di partecipazione al fondo.
Si può riscattare un massimo del 50% in capitale ed il resto è convertito in rendita.
Vi è l’intero riscatto del capitale nel caso in cui il montante finale non sia sufficiente per garantire almeno una rendita pari alla pensione sociale.
In caso di licenziamento la nuova normativa dispone che l’aderente possa chiudere la posizione previdenziale e quindi richiedere il riscatto dell’intero TFR versato dall’azienda.
Dal 1\01\2018 può essere erogata la rendita integrativa temporanea anticipata ai lavoratori che:
- Lavoratori che cesseranno l’attività lavorativa, matureranno l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi, abbiano maturato almeno 20 anni di contributi nel regime pubblico di appartenenza e abbiano almeno 5 anni di permanenza nel fondo
- Lavoratori disoccupati per un periodo di almeno 24 mesi che matureranno l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 10 anni successivi e abbiano partecipato per almeno 5 anni alla forma di previdenza complementare
Richiesta anticipazione sul TFR maturato
Per spese sanitarie
In qualsiasi momento per spese sanitarie, terapie, interventi fino al 75% del capitale versato con una tassazione del 15%
Per acquisto o ristrutturazione casa
Dopo 8 anni, fino al 75% per acquisto o ristrutturazione prima casa per sé o per i figli, con una tassazione del 23%
Per qualsiasi esigenza
Dopo 8 anni, fino al 30% per qualsiasi esigenza personale con una tassazione prevista del 23%
Vantaggi della Destinazione del TFR alla Previdenza Complementare
Incremento del capitale accumulato:
Destinare il TFR alla previdenza complementare significa incrementare il capitale accumulato per la propria pensione. Questo può tradursi in una maggiore sicurezza finanziaria al momento del pensionamento, consentendo uno stile di vita più confortevole.
Maggiore flessibilità di investimento:
Optando per la previdenza complementare, si ha maggiore controllo sulla gestione degli investimenti. I fondi pensione e i PIP offrono una vasta gamma di opzioni di investimento, consentendo ai lavoratori di adattare la propria strategia in base al proprio profilo di rischio e agli obiettivi finanziari.
Benefici fiscali:
La destinazione del TFR alla previdenza complementare offre vantaggi fiscali interessanti. In molti casi, le somme destinate a fondi pensione o PIP possono beneficiare di detrazioni fiscali, contribuendo a ottimizzare la pressione fiscale complessiva.
Tutela dai rischi del mercato del lavoro:
Destinare il TFR alla previdenza complementare rappresenta anche una forma di tutela dai rischi del mercato del lavoro. In caso di cambiamenti di carriera, la somma accumulata nella previdenza complementare resta intatta e continua a crescere, indipendentemente dal datore di lavoro.
L’importanza di massimizzare il TFR
La destinazione del TFR alla previdenza complementare rappresenta una strategia saggia per ottimizzare la propria situazione futura.
Questa decisione non solo contribuirà a garantire una pensione più solida e confortevole, ma offrirà anche vantaggi fiscali e una maggiore flessibilità nell’amministrazione del proprio patrimonio previdenziale.
I rendimenti in fase di accumulo sono tassati del 20% . Al momento della liquidazione delle quote TFR e eventualmente dei versamenti volontari effettuati dall’aderente la tassazione ammonta al 15% con uno “sconto” dello 0,3% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo anno fino ad arrivare ad una tassazione minima del 9%.
Tramite l’adesione alla previdenza complementare il lavoratore avrà una maggiore garanzia di avere la propria liquidazione a cessazione del rapporto lavorativo, maggiore flessibilità di poter chiedere anticipazioni sul proprio TFR con minori tassazioni, più soldi in tasca a erogazione del capitale.